GIORNATA DEL CITTADINO ATTIVO - con la partecipazione di MARIANELLA SCLAVI
Si conclude sabato 26 settembre a Canelli il progetto "La rete che cura – Cittadini attivi per i beni comuni", promosso dall'associazione Memoria Viva in collaborazione con Valle Belbo Pulita ODV, Associazione Canelli Solidale ODV, Le Colline della Cultura ODV e Crescere Insieme scs ONLUS, insieme ai Comuni di Canelli e Calamandrana, e realizzato grazie al sostegno della Fondazione Compagnia di San Paolo.
Il progetto, avviato lo scorso ottobre, ha coinvolto cittadini, giovani e associazioni del territorio in un percorso di sensibilizzazione e attivazione dedicato alla cura dei beni comuni, con particolare attenzione alla gestione condivisa degli spazi pubblici e delle aree verdi urbane. Un lavoro nato in continuità con l'approvazione del Regolamento per i Beni Comuni del Comune di Canelli e con il patto dei Volontari del verde, già attivo e tuttora in corso, e che ha portato per la prima volta questo approccio anche a Calamandrana.
I risultati
A Calamandrana il percorso ha portato all'approvazione del primo Regolamento per i Beni Comuni e alla sottoscrizione del primo patto di collaborazione del Comune;
A Canelli, dove il Regolamento era già in vigore, sono stati sottoscritti tre nuovi patti di collaborazione.
Passi concreti, costruiti passo dopo passo insieme alla comunità, che i promotori considerano un punto di partenza per una cura condivisa dei beni comuni sempre più diffusa nei due territori. Tutto il materiale del progetto – dalle modalità di attivazione di nuovi patti alle schede di quelli esistenti, per aderirvi – sarà reso disponibile sui siti dei due Comuni.
La Giornata del Cittadino Attivo
Sabato 26 settembre, alla Biblioteca Civica di Canelli (Via Giovanni Battista Giuliani, 29), la Giornata del Cittadino Attivo chiuderà il percorso con una giornata divisa in due momenti.
La mattina, a partire dalle ore 10.30, sarà dedicata a uno sguardo più ampio, oltre i confini dei due Comuni: la tavola rotonda "Esperienze di amministrazione condivisa e cittadinanza attiva in Piemonte" metterà a confronto buone pratiche locali e non solo, con la partecipazione, oltre alla due amministrazioni coinvolte, anche di Fabio Isnardi (Consigliere regionale Piemonte), Arnaldo Cirillo, (Assessore del Comune di Settimo Torinese), Mario Clerico (oncologo ed ex consigliere comunale di Ronco Biellese) e Marcella Iannuzzi di Labsus. Labsus – Laboratorio per la sussidiarietà è un'associazione nata nel 2005 che da vent'anni promuove in tutta Italia il modello dell'amministrazione condivisa dei beni comuni, accompagnando i Comuni nell'adozione dei Regolamenti e dei patti di collaborazione tra cittadini e amministrazione, in attuazione del principio di sussidiarietà sancito dall'articolo 118 della Costituzione: un punto di riferimento nazionale per chi lavora, come Canelli e Calamandrana, sulla cura condivisa degli spazi comuni.
Il pomeriggio, dalle ore 16.00, sarà invece il momento dedicato agli esiti concreti del progetto: "La rete che cura: racconto degli esiti del progetto", con la partecipazione attiva dei cittadini e dei promotori dei patti di collaborazione di Canelli e Calamandrana, la proiezione di un video sulle associazioni di volontariato canellese e la presentazione dell'opuscolo informativo del cittadino attivo.
Alle ore 17.30, la giornata si chiude con la presentazione del libro "Elogio dei tre saperi" (Bordeaux Edizioni), con l'autrice Marianella Sclavi, sociologa e tra le voci più autorevoli in Italia su ascolto attivo e gestione creativa dei conflitti, che dialogherà con Giorgio Penna. Il libro sta toccando in questi mesi le principali città italiane, con tappe che hanno visto l'autrice confrontarsi anche con figure come Jean-Marc Ayrault, già Primo Ministro francese e sindaco di Nantes, e con nuovi appuntamenti in calendario insieme a Giuliano Amato e Gregorio Arena: un tour di cui la tappa di Canelli entra ora a far parte.
Il commento
“È un progetto coerente con il nostro modo d’intendere l’amministrazione della cosa pubblica – dichiara Paola Bottero, Assessora del Comune di Canelli –: un modo di coinvolgere le persone in cui crediamo davvero. Le cose si muovono, un passo alla volta, ed è proprio questo il segno che stanno mettendo radici.”
"La rete che cura" si conferma dunque non solo un progetto, ma un metodo: quello della cura condivisa dei beni comuni come pratica quotidiana di cittadinanza attiva. Un metodo che a Canelli è già praticato, nei fatti, dalle tante associazioni di volontari che si prendono cura di vari aspetti della cittadinanza (dalla sicurezza, alla salute, dalla cultura alla realizzazione di eventi come “Canelli 1613”). La cura condivisa, quando diventa abitudine, sa dare buoni frutti ben oltre i confini di un singolo progetto.


